Nozioni di igiene per la cucina di casa

Nozioni di igiene per la cucina di casa

Mantenere l’igiene in cucina e durante la preparazione dei cibi si discosta un po’ da quello che si pensa normalmente quando si parla di “pulizia”.

Non serve usare disinfettanti e detersivi chimici dappertutto ma basta seguire alcune regole e insegnare a fare altrettanto a tutti i membri della famiglia, anche i bambini…

Piani di cucina e attrezzi sono sempre a rischio di contaminazione, addirittura degli studi hanno provato che sono più contaminati dei bagni!

Anche le spugne e gli strofinacci che usiamo sono un ricettacolo di germi di tutti i tipi.

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Cuocere sano: le padelle in ceramica

Cuocere sano: le padelle in ceramica

Ieri sulla pagina Facebook di Casa Organizzata mi è stato chiesto di parlare delle padelle in ceramica.

Giusto che ero convinta di averne già parlato perché ormai io ho sostituito tutte quelle in teflon.

Le ho comprate grazie ad una offerta del supermercato che con un ottimo prezzo ne offriva una confezione da 3 misure e mi sono trovata benissimo.

Il rivestimento è robusto anche quando si deve lavare ma, soprattutto, non attacca niente, non serve fregare (io con il teflon dovevo fregare eccome e poi le padelle si rovinavano) perché viene tutto via in un nano secondo e senza fregare, l’unto non attacca proprio, scivola via.

Il rivestimento di ceramica è completamente impermeabile agli odori e all’unto, sono una meraviglia e te le consiglio di sicuro.

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Pasta Madre essiccata da conservare e spacciare

Su alcuni gruppi facebook dedicati all’autoproduzione (della pasta madre e di tante altre cose) Francesca ha trovato un metodo per essiccare il lievito in scagliette per conservarlo quando non si panifica (o come riserva), oppure per spacciarlo anche tramite spedizione senza rischio che si rovini.

Sto sperimentando in base alle sue spiegazioni e ho preparato la prima tornata di Pasta Madre secca (ovviamente derivata dalle mie Rossella e Rhett) che vedi nella foto.

Ora sto aspettando che sia pronta la seconda tornata, in modo da averne una quantità sufficiente per poi provare a farla rinvenire reidratandola e rinfrescandola, per “misurare” se riesco a farla rinvenire nel modo giusto per farle riprendere forza senza troppi problemi.

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La mia Pasta Madre è ancora viva?

Da quando mi interesso di Lievito Madre sento questa domanda in continuazione e spesso sento, con mio sommo dispiacere, che tanti lieviti neonati (ma anche alcuni già forti) vengono buttati senza motivo, pensando che siano “morti”…

Per evitare questa strage degli innocenti ho pensato di scrivere un breve compendio su come capire se la PM è morta e, in caso (quasi sempre!) sia ancora viva come farla crescere o tornare agli antichi splendori!

Intanto ripeto ancora una volta (l’avevo già scritto in Come si fa il rinfresco della Pasta Madre) che far morire un lievito madre, giovane o vecchio che sia, è molto difficile.

L’unico incidente per cui si può essere sicuri che il Lievito Madre è da buttare senza remore è quando viene attaccato dalla muffa, in quel caso vuol dire che l’equilibrio della microflora è irrimediabilmente compromesso e non c’è modo di ripristinarlo.

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Come si fa il rinfresco della Pasta Madre

Il rinfresco della Pasta Madre è uno dei passaggi che fanno venire più dubbi in tutto il procedimento.

Invece in realtà è molto semplice da fare, basta capire bene il meccanismo per non dimenticarlo più…

Il rinfresco serve per fornire nuovo nutrimento ai bacilli e lieviti che vivono nel lievito naturale.

Quando non si panifica la Pasta Madre può essere lasciata in frigo, in questo il processo di fermentazione rallenta (ma non smette) e il rinfresco può essere diradato fino a 5-7 giorni.

Occasionalmente può essere ritardato anche fino a 15-30 giorni (ad esempio nel caso di vacanze) ma poi serviranno vari rinfreschi consecutivi per riportare la Pasta Madre ad avere la forza sufficiente per panificare di nuovo).

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No knead bread, pagnottella senza impasto con pasta madre

Nei giorni scorsi ho voluto fare un esperimento per preparare un pane senza nessun tipo di impasto, neppure le famose “pieghe”, come sai il mio tempo (e immagino anche il tuo) è ridotto al lumicino e cerco sempre di riuscire a far tutto senza disperdere energie.

Il pane non fa eccezione, anche se da un po’ di tempo lo preparo con Rossella (la mia pasta madre liquida auto-prodotta), e quindi uso un tipo di lievitazione lunga, la ricerca del metodo “senza fatica e senza perdite di tempo” è quella che faccio costantemente.

Il pane senza impasto (appunto “No knead bread”) è stato inventato in America e poi è stato diffuso in tutto il mondo grazie ad un video del New York Times, però in realtà questo pane ha le pieghe che sono un po’ macchinose da imparare e che richiedono comunque una sorta di lavorazione, io volevo proprio evitare qualsiasi tipo di lavorazione tranne la primissima in cui si mescolano gli ingredienti di base e volevo anche riuscire a farla (la prima mescola) senza sporcarmi le mani, solo che NON ho l’impastatrice…

Non avendo l’impastatrice (o non volendola sporcare apposta per fare un pane veloce) mi sono dovuta studiare un sistema empirico, ed ecco cosa ho fatto per avere il miglior risultato con il minimo sforzo:

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Pasta Madre facile: quarto rinfresco e successivi

Sono arrivata al quarto rinfresco che segna il passo anche per quelli successivi, almeno finché la Pasta Madre sarà maturata tanto da raddoppiare (almeno) in 3 ore, da quel momento potrà essere messa in frigo e si potranno diradare i rinfreschi quando non si panifica.

Ma andiamo con ordine…

Il quarto rinfresco e quelli successivi (tutti quelli successivi in cui la PM è conservata FUORI dal frigo) vanno fatti ogni 24 ore per la prima settimana di vita e poi ogni 48 ore e la dosi sono molto semplici: 1 parte di pasta madre +  1 parte di farina + 1 parte di acqua.

Facendo un esempio pratico io uso: 50 gr. di pasta madre liquida + 50 gr. di farina (la migliore è sempre quella integrale di segale ma anche la manitoba e altre) +  50 gr. di acqua e, siccome si deve incorporare più aria possibile (per limitare lo sviluppo di acido acetico e butirrico che tendono ad inacidire il pane), frullo con le fruste elettriche 1 minuto a bassa velocità per amalgamare + 2 minuti ad alta velocità per incorporare aria.

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Pasta Madre facile: terzo rinfresco

Ecco qui Rossella subito prima del terzo rinfresco, dopo ulteriori 8 ore dal secondo…

Il barattolo di vetro da 1 litro non bastava più, ho dovuto per forza toglierne almeno 300 gr. e rinfrescarne solo 150 con 100 gr. di farina di segale integrale + 130 gr. di acqua tiepida e un minuto di giro con le fruste elettriche al minimo, poi l’ho riposta di nuovo nella credenza con il coperchio del barattolo solo appoggiato.

L’odore era di buon lievito prima del rinfresco, poi mentre la travasavo ha cominciato ad emettere un odore più acido ma troppo.

Con i 300 gr. scartati ho deciso di fare un esperimento, ho aggiunto alla pasta circa 300 gr. di farine miste che avevo in casa (manitoba + riso + ceci) più due cucchiaini di bicarbonato, per provare a correggere l’acidità, e ho impastato.

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Pasta Madre facile: primo e secondo rinfresco

Eccomi con la seconda puntata per raccontarti tutto il procedimento con cui ho fatto la mia pasta madre con farina integrale di segale e succo di mela.

Mi sta dando grosse soddisfazioni perché è partita alla grande in sole 42 ore, ma vediamo come procedere dopo che l’ho creata con il procedimento facile che ho raccontato in Pasta Madre liquida facile facile con la mela

Sono passate le prime 24 ore e ci vuole il primo rinfresco, in questo caso non ho neppure pesato la PM ma ho fatto un mini-rinfresco.

Non ho tolto niente del primo impasto perché la fermentazione non era ancora partita e mi dispiaceva buttare, ho semplicemente aggiunto 50 gr. di farina di segale integrale + 50 gr. di acqua tiepida e ho frullato con le fruste elettriche per 1-2 minuti a velocità  bassa.

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Pasta Madre liquida facile facile con la mela

Nei giorni scorsi, finalmente, ho trovato il tempo di mettermi a fare la Pasta Madre.

Erano settimane che aspettavo di ritagliarmi i pochi minuti necessari per farla nascere e finalmente ce l’ho fatta.

Ho usato il procedimento con la mela come attivatore, in realtà un attivatore non è strettamente indispensabile ma aumenta le probabilità di riuscita e velocizza il tutto.

Ma facciamo un passo indietro, cos’è la Pasta Madre?

E’ un impasto composto da farina, acqua e zuccheri semplici (e qui entra in gioco l’attivatore zuccherino) che fermenta spontaneamente grazie a rinfreschi (rabbocchi di acqua e farina) costanti.

La fermentazione avviene ad opera di un insieme di lieviti e lactobacilli, producendo anidride carbonica fa aumentare il volume dell’impasto e lo riempie di bolle.

Il lievito madre o Pasta Madre nasce così e può continuare a “vivere” all’infinito se opportunamente trattata con i suddetti rinfreschi.

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