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Non so chi si ricorda i miei biglietti da visita dell’anno scorso, quelli fatti con il cartone riciclato…
Li avevo preparati per il Social Family Day e per quest’anno sto pensando a qualcos’altro.
Riciclo e un’idea semplice sono i punti fermi di quel progetto.
Li ho rivisti oggi nei biglietti da visita di un designer di origine nicaraguense e trapiantato a Berlino, José Ernesto Rodriguez.
Lui ha preso le banconote della sua vecchia vita in Nicaragua, la Cordoba che ha un valore bassissimo rispetto all’euro, e ha usato il denaro come base per i biglietti da visita.
Ha dipinto di acrilico bianco metà della moneta di carta e su quella parte ha timbrato i propri dati.
Sprecare i soldi non è una cosa che amo fare ma trovo ugualmente questa idea assolutamente geniale e bellissima e ve la volevo raccontare.

La settimana scorsa sono capitata in un piccolo supermercato della mia zona e ho trovato una di quelle piccole meraviglie che solo a chi fa il “design povero”, che amo tanto, possono sembrare tali
Un tipo di pasta tutta fatta di lettere dell’alfabeto tridimensionali.
Lo stile è quello delle scritte sui cardigan sportivi dei licei americani, come quello di Danny Zuko in una della canzoni finali di Grease: You’re the one I want,
Ne ho comprati due pacchi e sto pensando a come utilizzarli, sto cercando di capire cosa vorrebbero diventare queste letterine.
Nel frattempo compongo scritte e nomi aspettando l’ispirazione.
Anche al supermercato bisogna scovare i tesori, guardando con occhi nuovi e creativi cose comuni.
Anche loro possono diventare qualcosa di diverso e di speciale e lo so bene io che ne ho fatto la mia passione e il mio lavoro!
E’ un po’ di tempo che ho notato una cosa…
Oggi ho ricevuto la newsletter di un famosissimo sito femminile e l’impressione degli ultimi mesi è tragicamente divenuta realtà!
Craft, handmade e tutorial dilagano ovunque, siti e blog hanno scoperto che “tirano” soprattutto se il pubblico è prevalentemente femminile e così tutti vogliono cavalcare l’onda.
Sarebbe una bellissima cosa se non fosse che per cavalcare l’onda chiunque propone di tutto e moltissime proposte sono francamente ORRORIFICHE e non posso proprio essere più diplomatica, sono oggettivamente brutte, ecco l’ho detto.
Perché sembra facile proporre lavoretti e tutorial e video e, probabilmente, chi li vede pensa che è facile, che ci vuole?
E invece no, non è così facile, ci vogliono tanta professionalità, tanta fantasia e anche tantissime capacità tecniche per proporre cose belle con poco, quelle che quando le vedi sembrano delle scemate e subito ti chiedi “ma perché non ci ho pensato???”.
Continua a leggere < < Craft, Handmade mania e tutorial dappertutto? Ma anche no! >>
Ieri, nei commenti del post Vendere craft: confronto tra tariffe dei siti di vendita, Sara mi ha chiesto notizie sulle statistiche di utilizzo delle varie piattaforme.
In effetti è un altro confronto importantissimo malgrado tutte le variabili che possono poi nascondersi dietro i freddi numeri.
Ci ho pensato un po’ e ho “interpellato” il sito www.urlspia.it che offre tutta una serie di informazioni sui siti web, ecco cosa è uscito fuori da questa analisi.

Devo dire che, a parte le conferme per quanto riguarda Etsy e Dawanda, dai dati dei siti italiani escono fuori varie sorprese….
E’ di pochi giorni fa la notizia che Blomming diventa a pagamento, ormai tutti i siti che conosco sono passati dalla fase beta a quella definitiva e c’è una gran confusione, tra chi vorrebbe provare a creare un proprio shop, sulle varie tariffe e devo dire che anch’io sono piuttosto confusa, le leggo ma poi fare un confronto è difficilissimo!
Così ho pensato di creare uno specchietto con i 5 siti principali in italiano per poter fare un confronto consapevole e qualche calcolo “della serva”.
Ho inserito anche Blomming, anche se NON è un sito che propone solo articoli handmade ma solo un calderone sulla falsariga di Ebay, perché tante creative e designer lo usano.
Ecco qui i miei risultati con qualche nota:

Continua a leggere < < Vendere craft: confronto tra tariffe dei siti di vendita >>
Sapete che io cerco sempre di divulgare il messaggio che comprare regali “fatti a mano” con il cuore è un comportamento virtuoso da mettere in pratica.
Lo faccio ogni anno in questo periodo con l’iniziativa Regali Unici Fatti a Mano.
Siccome non basta mai vi parlo anche di un progetto nato recentissimamente tra un gruppo di designer, artigiani e creativi (di cui faccio parte anch’io) che ha pensato di preparare un vero e proprio catalogo di idee e di shop a tema, si chiama Idee in Azione.
Sfogliabile o scaricabile in pdf, dentro trovate una carrellata di persone appassionate che creano con le mani, con la testa e, soprattutto, con amore.
Per presentare il post ho voluto mettere questa “pubblicità” che vedete a sinistra, realizzata da uno dei creativi che fanno parte del catalogo quasi per gioco…
A me però è piaciuta tantissimo perché sembra una di quelle vintage contenute nei fumetti o nei giornalini tipo “Diabolik” ed esprime la paura che dovremmo avere (io ce l’ho!) nei confronti dei soliti regali fatti in serie :mgreeen:

Come nasce un progetto all’uncinetto che poi diventa un pattern?
Purtroppo in pochissimi raccontano il processo creativo che fa arrivare da un’idea alla realizzazione, tutti raccontano come fare un oggetto finito ma, secondo me, è altrettanto interessante conoscere i passaggi che ci sono prima, quando l’oggetto non esiste.
Se mi capita di trovare questo tipo di racconti io mi soffermo a leggere e mi incanto perché ogni volta è una scoperta nuova.
I miei progetti nascono da una contaminazione di idee, da tante cose viste in giro offline ed online che magari non hanno nessuna attinenza con l’uncinetto.
Quando il guazzabuglio di ispirazione è completo (e spesso io non ne sono neppure consapevole a livello conscio) l’immagine della bozza comincia a farsi strada nella mia testa.
Non sempre dalla testa arriva subito sulla carta, anzi spesso staziona ancora come pura e semplice idea per un tempo variabile, se il progetto è molto semplice non faccio neanche una bozza cartacea ma inizio subito a lavorare con filato ed uncinetto e così, dalla bozza mentale, spesso il lavoro prende forma reale strada facendo, magari discostandosi anche molto dall’idea iniziale.
Continua a leggere < < Come nascono e crescono i miei pattern a crochet >>
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